
Gianni
Ruffi
Rimbalzi, legno tamburato, cm. 175x325x540, 1967
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GIANNI RUFFI
Gianni Ruffi è nato il 15 febbraio del 1938 a Firenze.
Nella sua città natale tiene la sua prima personale
nel 1962, presso la Galleria Numero di Fiamma Vigo, seguita
da una seconda personale presso la medesima galleria l'anno
successivo e da una terza nel 1965 a lo Zoom Studio di Pistoia.
Nello stesso anno, Ruffi partecipa insieme agli altri componenti
del gruppo di Pistoia, Barni e Buscioni, all'esposizione alla
Galleria Vigna nuova di Firenze. Matura un linguaggio Pop
del tutto personale, caratterizzato da una gigantizzazione
dell'oggetto, accompagnata da un senso di giocosa ironia completamente
innovativo e da una rappresentazione piatta e stilizzata dell'oggetto,
che gradualmente esce dalla bidimensionalità del quadro
per appropriarsi dello spazio.
Sempre nel 1965 partecipa alla collettiva La critica e la
giovane pittura italiana oggi alla Galleria Ferrari di Verona
e alla mostra spettacolo Luna Park presso la Galleria Vigna
Nuova di Firenze.
Nel 1966 è l'anno della sua personale alla Galleria
La Salita di Roma e della partecipazione alla collettiva con
Roberto Barni e Alberto Moretti alla Galleria Michand di Firenze
e nell'autunno alla mostra RA 1 Aspetti del «ritorno
alle cose stesse» ad Amalfi.
Inizia per Ruffi un periodo ricco di riconoscimenti ufficiali
non solo da parte della critica italiana, ma anche da parte
di quella estera. Nel 1967 espone con Barni e Buscioni alla
Selected Artists Gallery di New York e alla Saatsgalerie Moderner
Kunst di Monaco; in Italia partecipa invece alla collettiva
Omaggio ai Tropici presso la Libreria Feltrinelli di Firenze.
Nel 1968 sono organizzate nuove esposizioni per i tre artisti
del gruppo presso la Galleria Flori di Montecatini, la Galleria
del Cavallino di Venezia e la Galleria Van De Loo di Monaco.
Nello stesso anno Ruffi partecipa alla Collettiva presso la
Galleria La Salita di Roma, alla mostra Revort II di Palermo
e alla III Mostra Mercato d'Arte Contemporanea al Palazzo
Strozzi di Firenze, mentre all'estero è al Kunstamarkt
di Colonia.
Nel 1969 l'artista espone in due personali, l'una presso la
Galleria La Nuova Loggia di Bologna, l'altra presso la Galleria
Flori di Firenze, mentre con Barni e Buscioni è alla
Libreria Rizzoli di Roma ed alla Galleria Giraldi di Livorno.
Nel 1970 espone con Barni e Buscioni alla Galleria Flori di
Firenze e partecipa alla Collettiva Gennaio 70-III Biennale
Internazionale presso il Museo Civico di Bologna.
Alla fine degli anni '60, i rapporti con il gruppo di Pistoia
cominciano ad allentarsi e Ruffi inizia un percorso artistico
autonomo, che lo porta ad esplorare nuove strade e a dirigersi
verso una maggiore attenzione per il concettuale e le potenzialità
dei materiali.
Abbandona la rappresentazione dell'elemento naturale per spostarsi
verso oggetti dai materiali poveri, come il ferro e il legno
delle Trappole e delle Tagliole, dove è scomparsa la
cromia brillante dei lavori precedenti. Ruffi rimarrà
sempre fedele alla sua poetica di base, ad una rappresentazione
Pop dell'oggetto, pur affiancandola nel corso del tempo con
nuovi stimoli e sperimentazioni.
Attualmente l'artista vive e lavora tra Pistoia e Serravalle.
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