
Leone
Contini
Kineska
torba - Garden for Traveler
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Viaggi
nella contemporaneità
LEONE
CONTINI
Sabato
11 ottobre ore 19.00
Incontro con l’artista ed il curatore
Giacomo Bazzani. Inaugurazione mostra
Ingresso gratuito
A l termine sarà offerto a tutti i partecipanti un
aperitivo
Sabato
18 ottobre ore 19.00
Incontro con l'antropologo Pietro Clemente
Ingresso gratuito
Everywhere
the same must-go-bag
(Dovunque lo stesso must-go-bag)
Mostra espositiva dal 11 al
26 ottobre
Ingresso a pagamento
(compreso nel biglietto Collezione Civica Il Renatico)
Con il
contributo di
Regione Toscana e Provincia di Pistoia
Collegato
alla mostra sarà attivo il laboratorio
didattico, completamente gratuito, "Germogli d'arte"
destinato agli alunni della scuola primaria.
Un punto di partenza per avvicinare i bambini all'arte contemporanea
attraverso un percorso scientifico, quale quello della germinazione.
Per
informazioni e prenotazioni: tel. 0572.959223-4
La serie
completa delle “germinazioni”, assieme ad altre
opere inedite, saranno per la prima volta esposte assieme
nella mostra Everywhere the same must-go-bag. Le
opere esposte nelle sale del Macn – Villa Renatico Martini
percorreranno le tappe più recenti del lavoro dell’artista
Leone Contini: dal video Seeding diary che documenta
l’azione svoltasi a New York nel dicembre 2007, ad un
intervento installativo che modificherà il percorso
codificato nelle sale del Museo, fino ad un opera interattiva
che coinvolgerà lo spettatore rendendolo parte attiva
nella produzione della mostra.
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione e
da due incontri aperti al pubblico ai quali parteciperanno
l’artista, il curatore e l’antropologo Pietro
Clemente.
Il
lavoro di Leone Contini si colloca in costante prossimità
della ricerca etnografica che lo porta a fare del proprio
lavoro una forma di interazione con delle immagini archetipiche
in un determinato contesto culturale. Ma, a differenza della
ricerca etnologica “tradizionalmente” intesa,
l’opera dell’artista traduce la sua attitudine
etnografica in una forma di ‘cura’ e ‘riscatto’
che modifica gli archetipi che utilizza.
È così che nell’opera Seeding diary,
realizzata nel corso di una residenza ad Harlem, l’artista
si appropria di una custodia di un sax abbandonata in strada
e fa di questa il proprio punto di vista, e di decostruzione,
sui processi di significazione e di mercificazione degli oggetti.
Trasformando la custodia nell’alveo che accoglierà
una germinazione, l’artista diventa autore e osservatore
di un processo di nuova significazione dell’oggetto
abbandonato.
Una forma di riscatto di oggetti obliati dalle logiche del
consumo che si intreccia con i confini di inclusione/esclusione
sociale nell’opera Kineska torba - Garden for Traveler.
Qui l’artista, in linea con la sua ricerca etnografica,
fa proprio un oggetto dai molteplici significati per “sospenderne”
il giudizio. Kineska torba è una borsa in
nylon intrecciato leggera, capiente, resistente e poco costosa,
spesso utilizzata dai migranti per trasportare le proprie
cose nel corso dei viaggi. Descritta come sempre stracolma
di cose, questa borsa viene indicata con nomi differenti a
seconda del luogo in cui viene usata: in Ghana, è nota
come "Ghana-must-go-bag”; in Germania è
"Tuerkenkoffer" (borsa turca) o “Polnische
Koffer” (borsa polacca); in America, il "Chinatown
tote"; nel Guyana come "Guyana Samsonite";
in Israele ha un nome traducibile con “Borsa nell’immigrazione
russa” e altrove, come la "Borsa del Bangladesh
" o la "Borsa dei rifugiati ". La borsa, per
la sua immagine di semplice funzionalità, diventa sempre
la borsa degli altri rispetto ad un ipotetico “noi”.
Nell’opera l’artista sospende i significati –
ed il giudizio – dell’oggetto, non per cancellarli,
ma per farsi, attraverso la germinazione, ancora un volta
guardiano e scopritore di una storia già scritta.
Altre due opere in mostra si confrontano con lo spazio storico
ed architettonico del Museo e con il suo spazio sociale. Un’opera
“germinante” sarà installata in uno spazio
inedito del Museo portando a riconsiderare la struttura architettonica
e funzionale del palazzo ottocentesco; l’altra coinvolgerà
direttamente gli spettatori chiedendogli di farsi autori a
loro volta autori dei processi di ‘riscatto’ e
‘cura’ avviati dall’artista.
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione (ed.
Polistampa di Firenze) che presenterà l’opera
dell’artista assieme a quella di altri artisti internazionali
e con saggi teorici di approfondimento.
Orari
di apertura mostra:
lunedì 9.00 - 12.00;
mercoledì, giovedì, venerdì 16.00 - 19.00;
sabato e domenica 9.00 - 12.00 / 16.00 - 19.00;
chiuso il martedì.
Info:
telefono: 0572 952140 - 959224
m.giori@comune.monsummano-terme.pt.it
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